Sturzo, ecco cosa significa popolare (e non populista)

Dario Antiseri “Il Giornale”, 8 aprile 2017 Luigi Sturzo nasce a Caltagirone il 26 novembre 1871. Compie gli studi liceali e teologici in Sicilia e viene ordinato sacerdote nel 1894. Prosegue la sua formazione a Roma, dove nel 1898 si laurea in teologia presso l’Università Gregoriana. “I padroni dello Stato” Professore nel seminario di Caltagirone,…

Il vero volto della carità, una virtù dell’altro mondo

Flavio Felice “Avvenire”, 30 marzo 2017 Si può insegnare la carità? No, se la consideriamo per quella che è in se stessa: una virtù che è dono di Dio, e che è la vita stessa di Dio, poiché egli “è carità”. Sì se la intendiamo come uno degli ambiti della vita e dell’agire della Chiesa,…

Per un nuovo inizio. Il contributo del Tocqueville-Acton per l’anniversario dei Trattati di Roma

  In occasione del sessantesimo anniversario della firma dei Trattati di Roma, il Centro Studi Tocqueville-Acton ha collaborato a una ricerca, promossa dall’Istituto di Studi Politici S. Pio V, che si è conclusa con la pubblicazione dei saggi dei ricercatori coinvolti.   Il volume, intitolato Per un nuovo inizio. Democrazia, economia e politica estera nell’Unione europea,…

Strutture e persone nel capitalismo

Intervista di Carlo Cefaloni a Flavio Felice “Città Nuova”, 3 – 2017 Extra D. Professor Felice, papa Francesco invita ad intervenire sulle cause strutturali dell’economia che uccide. È un discorso proponibile? R. Non credo sia un discorso fuori dal tempo e tanto meno rientra nel novero delle utopie: il cristianesimo, in forza della sua prospettiva…

Novak e le virtù degli imprenditori

Flavio Felice “Il Sole 24 Ore”, 19 febbraio 2017 Con la morte di Michael Novak è scomparsa una figura di spicco del cattolicesimo liberale statunitense, sebbene lui preferisse l’espressione Catholic Whig. Nato nel 1933 a Johnstown, nel 1994 è stato insignito del 24° Premio Templeton e nel 1992 Margaret Thatcher gli ha conferito il premio…

Cristianesimo, secolarizzazione e laicità dello stato

Dario Antiseri «Come mettiamo insieme la laicità di uno Stato che non vogliamo più assoluto (dunque rispettoso delle nostre personali trasgressioni) e la tradizione che vogliamo mantenere e rispettare delle nostre radici giudaico-cristiane?» E, per essere ancora più chiari: non c’è una stridente antinomia tra la concezione cristiana della vita e la laicità dello Stato?…

“Misericordia et Misera”: includere per spezzare le catene della povertà

Parlare di dimensione sociale della misericordia non significa certo delegare ad altri la responsabilità di adoperarsi per il bene comune. Contrariamente a semplicistici approcci paternalistici che deresponsabilizzano la società civile rispetto alle sorti dei più deboli e finanche gli stessi beneficiari, risultando strutturalmente inefficaci ed incapaci di elevare i poveri dalla loro condizione di bisogno, l’approccio da cui muove la dottrina sociale della Chiesa è invece teso a promuovere l’inclusione sociale e, così facendo, a spezzare le catene della povertà

Un welfare inclusivo per la famiglia e la maternità

Che esistano coppie che rinunciano ad avere dei figli per ragioni economiche o rimandano tale scelta in attesa di una stabilità che è spesso un miraggio, è ormai innegabile. Non si tratta, come spesso accade quando si decide di affrontare il tema, di suggerire interventi estemporanei, necessariamente limitati dal punto di vista delle risorse disponibili, che vadano ad aggiungersi al nostro già insostenibile sistema di welfare. Esso, infatti, stratificandosi negli anni e privo di una visione organica, rappresenta ormai una zavorra per le nostre prospettive di crescita.
Occorre, piuttosto, un suo complessivo ripensamento in un’ottica inclusiva, capace di mettere le famiglie e i giovani al centro, anziché ai margini, della nostra cornice istituzionale. Tali politiche potrebbero stravolgere equilibri politici che in questa fase si pretenderebbe invece di consolidare, ma le future generazioni certamente ne beneficerebbero. È un sacrificio che la classe dirigente ha il dovere di fare, senza più rinvii.

Dossier Europa. Quale futuro dopo la Brexit?

Oltre Spinelli. L’Europa può ripartire dalla tesi dell’Hayek federalista di Flavio Felice (articolo apparso su “Il foglio” del 23 agosto 2016) La decisione del popolo britannico di uscire dall’Unione Europea ci spinge a riflettere sul futuro del continente, sulla sua cultura politica e sulle sfide che lo attendono, come d’altronde pare si sia tentato di…