Super Habits. Il sistema universale per una società libera e felice

Il libro di Andrew Abela “Super habits. Il sistema universale per una società libera e felice“, pubblicato in Italia dalla casa editrice Rubbettino in collaborazione con il Tocqueville-Acton Centro Studi e Ricerche e la Fondazione Centesimus Annus, si inserisce nella corrente di pensiero che considera l’ecologia morale non secondaria rispetto all’ecologia della biosfera.

Sulla scorta della lezione di Alexis de Tocqueville, la dimensione religiosa rappresenta la prima arte dell’esperimento democratico: “la prima delle loro istituzioni politiche”. Ebbene, mentre il politologo francese ha analizzato l’esperimento democratico statunitense, comparandolo con quello francese, il teologo americano Michael Novak ha adottato il paradigma tocquevilliano, rendendolo universale nello spazio e nel tempo. Le democrazie liberali nascono dall’idea che gli esseri umani sono uguali, liberi e responsabili, per questa ragione sono chiamati alla difficile arte dell’autogoverno. Se la genesi delle democrazie liberali e dell’arte repubblicana dell’autogoverno è il riconoscimento della dignità umana che si esplicita nei caratteri dell’uguaglianza, della libertà e della responsabilità, non possiamo immaginare le stesse democrazie di matrice repubblicana prive di tali qualità. Il secondo presidente degli Stati Uniti d’America John Adams, l’11 ottobre del 1789, parlando della democrazia in America, dei suoi presupposti e del suo futuro, si chiedeva come possano persone incapaci di controllare i propri istinti nella vita privata essere in grado di autogovernarsi nella vita pubblica? e concludeva che senza la virtù dei propri cittadini, una repubblica non sarebbe potuta sopravvivere a lungo.

Il libro di Abela si inserisce in questo solco di pensiero e ci conduce in un affascinante viaggio verso la realizzazione pratica della prospettiva delineata da Novak. Abela si carica sulle spalle il fardello della teoria dell’ecologia morale di Novak e la traduce in prassi quotidiana, in abitudini che sviluppano una forza, talvolta latente, ma presente nell’esperienza di ciascuna persona. Le super habits superano la contingenza del quotidiano: lavarsi i denti, rifare il letto sono abitudini del quotidiano. Le super habits di Abela invece allenano la nostra volontà ad andare oltre la buona educazione, a trascendere le buone maniere, per educare – nel senso di liberare – la forza latente che ci fa essere pienamente umani.

A questo punto, una volta allenate, tali attitudini diventano parte della nostra vita e non ci accorgiamo più neppure di praticarle. Non diventiamo eroi, non abbiamo bisogno di fare sforzi sovraumani per coltivare, con la virtù, la nostra vita civile. Nessuno di noi è un fenomeno per il semplice fatto che cammina, eppure se smettessimo per un periodo di farlo, avremmo bisogno di riabilitazione, perché non ne saremmo più capaci. Le super-habits sono esattamente quelle abitudini che ci educano – nel senso che ci liberano – a vivere secondo virtù.

Non si tratta di una semplice proposta teorica, ma di un cammino lento e graduale che aiuta a scoprire, o forse a riscoprire, la propria vocazione: educare alle virtù significa infatti mettere la persona nelle condizioni di abitare sé stessa nel mondo.

Il cuore del volume di Abela è che ciascuna persona è in grado di educare una serie di abitudini mentali: autocontrollo, giustizia, perdono, coraggio, ordine, speranza, e molte altre, il cui esercizio può essere appreso e rinforzato come qualsiasi muscolo del nostro corpo. Sono le abitudini, non ancora interiorizzate, che consentono di gestire i propri pensieri, le emozioni, le azioni e i sentimenti, al punto che se le impari e maturano in te, afferma Abela, “invece di gattonare per tutta la vita, sarai in grado di camminare, e poi potrai anche correre”. Si tratta di un tema estremamente importante che investe il futuro delle nostre società, imperniate sulla democrazia liberale, che intendono proseguire il loro cammino sul terreno della democrazia e del liberalismo senza cadere vittime delle sempre più aggressive democrazie illiberali, senza però rinunciare a ideali forti e rassegnarsi alle passioni fredde.

Come ci hanno insegnato Tocqueville, il nostro Luigi Einaudi e la ricca tradizione del liberalismo classico, le virtù praticate dall’homo democraticus sono le virtù ordinarie degli uomini comuni: abitudini apprese, praticate, allenate e interiorizzate al punto da agire in modo virtuoso senza neppure accorgersene. Ed è qui che risiede il segreto di una società libera e virtuosa.

Tra le buone pratiche che caratterizzano la vita accademica di una università che intenda distinguersi per la promozione dei principi civili ispirati alla Dottrina sociale della Chiesa, non possiamo non considerare il tema dell’impatto che le virtù producono nella vita quotidiana degli studenti e dei docenti. È questo un punto cruciale sul quale crediamo sia indispensabile interrogarsi per rispondere in maniera coerente e originale alle grandi sfide che interessano quella che da qualche anno è chiamata “emergenza educativa”.


La formazione alla pratica delle virtù: un esempio di buona pratica dalla Busch School of Business della Catholic University of America

Su questo tema, la Busch School of Business della Catholic University of America è impegnata in un ambizioso progetto promosso dalla Educating Character Initiative, il programma educativo della Wake Forest University, che mira a favorire la consapevolezza di quanto sia importante diffondere il tema delle virtù tra le nuove generazioni e quanto tale diffusione possa aiutare le relazioni all’interno della stessa comunità accademica e tra le differenti istituzioni universitarie. Alla base di una tale buona pratica, afferma Peter K. Kilpatrick, presidente della Catholic University of America, abbiamo l’idea, maturata in seno alla stessa Dottrina sociale della Chiesa, che «la virtù e la formazione del carattere sono fondamentali per il dialogo tra fede e ragione e, quindi, per la nostra comunità accademica». In tal senso, il programma prevede l’organizzazione di una serie di corsi integrativi e di attività che riguarderanno la vita all’interno del campus, con la prospettiva di offrire conoscenze teoriche e competenze pratiche che possano essere utili alla vita quotidiana degli studenti che si apprestano a entrare nel mondo del lavoro. Nel caso del progetto che qui presentiamo, la Catholic University of America si inserisce nel programma della Educating Character Initiative, integrando i corsi già esistenti e attraverso l’attivazione di nuovi corsi e insegnamenti. Inoltre, l’Università creerà anche un catalogo online di risorse da utilizzare da parte dell’intera comunità accademica e renderà i materiali accessibili ad altre università, di qualsiasi orientamento, confessionale e non. Attualmente, tutti gli studenti della Catholic University of America frequentano alcuni insegnamenti di filosofia e di teologia. Anche i corsi di laurea in economia, psicologia, infermieristica e in altri settori incorporano insegnamenti orientati alla pratica delle virtù e tra gli esempi vi sono la “cura del carattere”, il “diario delle virtù” e le riflessioni sulle “esperienze di assistenza clinica ai pazienti”. Queste e altre pratiche saranno incorporate negli attuali corsi e in quelli nuovi che saranno istituiti, rivolti a tutti gli studenti universitari.

Come afferma il professor Andrew Abela, responsabile del progetto e preside della Busch School of Business, autore del volume Super Habits. The Universal System for a Successful Life (la cui edizione italiana è stata appena pubblicata da Rubbettino), «siamo entusiasti di formalizzare ed espandere il nostro lavoro sulla formazione degli studenti alla virtù a tutta la popolazione universitaria dell’Università Cattolica, in un modo che potrà essere ulteriormente condiviso in tutta l’istruzione superiore». L’idea che muove gli attori di tale programma educativo, che poi rappresenta anche il cuore del volume di Abela, è che ciascuna persona è in grado di educare una serie di abitudini mentali, le cui funzioni possono essere apprese e rinforzate come qualsiasi muscolo del nostro corpo. Sono le abitudini, non ancora interiorizzate come lo sono appunto le virtù, che consentono di gestire i propri pensieri, le emozioni, le azioni e i sentimenti, al punto che se le impari e maturano in te, afferma Abela, «invece di gattonare per tutta la vita, sarai in grado di camminare, e poi potrai anche correre».


Un laboratorio per la formazione del carattere e alla pratica delle virtù

Sulla scorta dell’esperienza della Busch School of Business della Catholic University of America e grazie alla proficua collaborazione con il Prof. Andrew Abela, il Tocqueville-Acton Centro Studi e Ricerche intende mettere a disposizione delle istituzioni educative ed universitarie, delle imprese e delle istituzioni, le proprie competenze ai fini della progettazione e realizzazione di iniziative e percorsi di formazione incentrati sulla pratica delle virtù secondo l’approccio e la metodologia illustrata nel libro di Abela.