Nella democrazia il “cavallo di Troia” illiberale

Essersi illusi di aver tagliato il traguardo della storia, oltre il quale non sarebbe stato immaginabile andare e dal quale non si sarebbe potuto retrocedere, se non espandendo la propria egemonia per imitazione della struttura istituzionale, credo abbia rappresentato il più alto tradimento dei valori democratici, una mutazione genetica che è alla base della ragione per cui oggi siamo così incerti, avendo fatto entrare nella nostra cittadella democratica, antiperfettista e fallibilista, il cavallo di Troia delle democrazie illiberali

Il capitale umano quale bagaglio dell’imprenditore imago Creatoris

Intervista di Alberto Di Martino a Flavio Felice L’intervista è stata pubblicata sul sito di Economia Prima e Dopo Il Comitato Scientifico ed Organizzatore delle Settimane Sociali dei cattolici italiani ha pubblicato di recente gli atti della 49° edizione delle Settimane Sociali che si è svolta a Taranto dal 21 al 24 ottobre del 2021,…

Senza intermediari la democrazia perde se stessi

Se la lunga marcia del liberalismo ha incrociato storicamente la lunga marcia della democrazia, oggi la liberal-democrazia appare fortemente minacciata dalle mai sopite tendenze a risolvere la decisione politica nella disintermediazione istituzionale e corriamo il rischio di assistere inermi ad un popolo ridotto a gregge che si consegna nelle mani di un governante sempre più pastore e uomo solo al comando

Dalla pace alla guerra

Spogliata del suo carattere naturale, la guerra viene ricondotta a ciò che concretamente è: la negazione dell’essere e, per il cristiano, la vanificazione della creazione

La memoria matteottiana e la guerra di liberazione nazionale

Matteotti, con la sua attività e il suo impegno nel Partito socialista, nel sindacato, nel comune di Villamarzana del quale era sindaco, nel Parlamento, rappresentava l’essenza dell’articolazione della vita democratica che la dittatura fascista si proponeva di abolire

La diaspora politica dei cattolici e l’agguato dei “cattoconsulenti”

Il “cattoconsulente” è convinto che manchino sempre le condizioni perché l’esperienza dei cattolici possa trovare una ricomposizione e, in nome di tale impossibilità quasi metafisica, si autopropone per rappresentare quel mondo in forza della sua ostentata competenza, apertura mentale e, ça va sans dire, dei buoni rapporti che quotidianamente intesse con le gerarchie

Interrogativi sulla scomparsa dell’intellighenzia cattolica dalla scena politica italiana

C’è un mondo cattolico sano, generoso e responsabile – si pensi alla Caritas, alla Sant’Egidio, alla San Vincenzo, al Banco alimentare, alle varie organizzazioni di volontariato – senza del quale il nostro paese collasserebbe e che è sostanzialmente e irresponsabilmente escluso dal sistema dell’informazione. Chi rappresenta questo mondo fatto di scuole cattoliche, di oratori e di tutti i servizi pubblici che i cattolici quotidianamente svolgono? La truppa – sempre comunque estesa – non ha mai disertato, ma ha atteso in vano uno stato maggiore.

Forma di governo e contesto politico-culturale: ripensare i processi decisionali pubblici come priorità del Paese

C’è forse un elemento che, più di ogni altro, accomuna la prossima tornata elettorale a quella precedente. Non certo i risultati, dato che sembra ormai scontata la vittoria del centrodestra, quanto la persistente difficoltà di uscire dalle secche di una cultura politica incapace di riconoscere i profondi cambiamenti che hanno interessato la società italiana innescando…