L’ordine mondiale chiede la libertà dell’uomo

Rifuggire da soluzioni palesemente inadeguate è la sfida che abbiamo davanti. Anzitutto, come esorta Papa Francesco, per non farci «rubare la speranza», ma anche per evitare che siano proprio le proposte sganciate dal dato storico a «frammentare» il tempo e la sua dimensione processuale; una dimensione che, come ci ricorda Sturzo, necessita di una continua opera riformatrice.

Un nuovo laburismo per un lavoro degno

Cogliamo l’occasione della festa del lavoro per offrire uno spunto di riflessione su una categoria del pensiero politico che in passato ha conosciuto una certa fortuna e che crediamo meriti di essere riconsiderata, forse ridefinita e riproposta alla pubblica discussione. È il cosiddetto “laburismo cristiano”, espressione utilizzata da Alcide De Gasperi per definire una componente interna alla Dc. L’espressione di De Gasperi è mitigata dal sostantivo una “specie”, volendo delimitare il campo e distinguerla dal tradizionale filone britannico

Novak e lo spirito del capitalismo, una lezione attuale

The Spirit of Democratic Capitalism continua ad essere una miniera preziosa, dove cogliere i caratteri politici, economici e spirituali che qualificano le istituzioni che stanno alla base delle democrazie liberali; in breve, l’opera di Novak ci ricorda che essersi illusi di aver tagliato il traguardo della storia ha rappresentato il più alto tradimento dei valori democratici, liberali e cristiani. Una mutazione genetica che è alla base anche dell’attuale crisi, avendo fatto entrare nella cittadella democratica: antiperfettista e fallibilista, il cavallo di Troia delle democrazie illiberali: sovraniste e populistiche; d’altronde, come giustamente ammoniva Antonio Rosmini: «Chi non è padrone di sé, è facilmente occupabile».

Tra questione meridionale e questione europea. L’Italia cerca ancora un equilibrio di poteri

Il “modello di visione” federalista, nella prospettiva di una riorganizzazione della comunità politica economica e culturale repubblicana e non statalista, appare il più adatto, avendo come riferimento l’integrazione del livello globale con quello locale, e il Pnrr può rappresentare la prima e vera occasione per avviare percorsi “storici” rettificativi, a condizione che si rispettino gli obiettivi annunciati, declinandoli anche verso il superamento dei più gravi, vecchi e nuovi squilibri

La comunità internazionale e il “governo della pace”

Il “governo della pace” necessita di un deciso ripensamento della nozione di sovranità e il riconoscimento che il potere, affinché sia legittimo, è opportuno che sia distribuito, affinché nessuno possa rappresentare una minaccia per gli altri

Pensare l’impensabile: pensare la pace

“Pensare l’impensabile” in tempi di guerra significa pensare la pace. Se solo poche settimane fa, l’impensabile era la guerra, oggi, dopo tre settimane di guerra, facciamo tutti difficoltà ad immaginare un futuro di pace, eppure non possiamo desistere dal farlo.

Per la libertà del popolo ucraino

Rivolgiamo i più sinceri sentimenti di fraternità umana e, per quanto possibile, il sostegno che può derivarne attraverso il nostro comune e partecipato sforzo intellettuale

La “ragione” del principe e la “dispensa morale”

Così come appare impossibile ogni rapporto umano, se si elevano a norma civile la menzogna, la violenza e l’inosservanza dei patti, così diventa impraticabile qualsiasi relazione politica, poiché si rompono tutti i legami di reciproca fiducia; al diritto delle genti si sostituirebbe “il diritto della giunga”

Tagliare gli artigli al “principe”

Il nuovo modello di autorità politica che superi l’attuale ordine statuale presume come principio ordinatore la sussidiarietà, in continuità con il processo d’integrazione europea fin qui svolto

Quale democrazia per la libertà?

Evitiamo di commettere l’errore di credere che l’operazione russa in Ucraina sia una crisi confinata nel perimetro della martoriata Europa dell’Est. In realtà, si tratta della crisi più devastante dai tempi della seconda guerra mondiale e ci interroga su quale idea di democrazia e di libertà intendiamo promuovere in Europa e nel mondo

La “Spada di Dio” e la “Spada di Satana”

Flavio Felice In un discorso all’Assemblea costituente italiana del 29 luglio 1947, Luigi Einaudi criticò la Società delle Nazioni come “una lega di stati indipendenti che mantenevano i loro eserciti, regimi doganali autonomi e rappresentanti diplomatici nazionali”. La proposta di Einaudi si può riassumere tutta in un’espressione: gli Stati Uniti d’Europa. A tal proposito, egli…

E con Michael Novak l’impresa si fece vocazione

A cinque anni dalla scomparsa di Michael Novak, 17 febbraio 2017, l’editore IBL Libri gli dedica questo libro, […] un’introduzione, un invito alla lettura della sua opera. Il volume riprende in buona parte i contenuti del precedente, pubblicato nel 2002 dall’editore Rubbettino; ho pensato di aggiornarlo, attingendo alla bibliografia più recente, di eliminare alcune parti e di aggiungerne altre che, nel corso degli anni, hanno assunto una particolare rilevanza nella discussione pubblica, in particolar modo nel campo della Dottrina sociale della Chiesa in dialogo con la cultura politica ed economica liberale

Il sogno di spezzare le catene della povertà

Una volta liberato il pensiero di Novak da alcuni elementi contingenti, figli del tempo che l’uomo ha vissuto, è possibile condurlo ad un dialogo franco e costruttivo con Papa Francesco, così come emerge dall’intervista rilasciata ad Ennio Carretto per il “Corriere della Sera”, il 4 gennaio del 2014: «Francesco è il Papa dei poveri, degli ammalati, di coloro che hanno bisogno. La Chiesa può risollevarsi non solo spiritualmente ma anche materialmente, sebbene in piccola misura, perché il Papa invoca anche maggiore giustizia e ridistribuzione della ricchezza. […] Papa Francesco si è dimostrato un fedele interprete dell’insegnamento di Cristo».