L’Europa fra Atene e Gerusalemme di papa Ratzinger

Ratzinger ci ricorda che compito del cristiano in politica non è “di innalzare il ‘regno’”, ma di andargli incontro “con l’opera della giustizia e dell’amore”. In breve, edificare istituzioni che favoriscano il possibile consenso sul legittimo dissenso, una definizione di democrazia che ci metta al riparo dalla tentazione del serpente di voler prendere il posto di Dio

“Comune è popolo”

“Comune è popolo” è la forma di governance che rende evidente la teoria politica del “popolarismo” sturziano; il popolo come limite organico, politico e morale all’esercizio del potere. È questa forma di governance che nutre le procedure democratiche, altrimenti descrivibili solo mediante freddi universali procedurali che, oltretutto, la storia e la recente cronaca dei fatti afghani si sono incaricate di mostrarci che tanto universali non sono

Un confronto su cristianesimo ed Europa

Carlo Marsonet Quantità quasi mai è sinonimo di qualità. A confermare questa tesi è un recente agile volumetto scritto a quattro mani da Danilo Breschi e Flavio Felice: Ciò che è vivo e ciò che è morto del Dio cristiano (Rubbettino 2021, pp. 106, € 13). I due autori, infatti, danno vita in poche ma…

L’economia e le sue metafore

È la giustizia sociale che nasce dall’einaudiano buon governo, quale forma di governance del bene comune piantato sui pilastri della solidarietà, della sussidiarietà e della sturziana plurarchia: tutte i soggetti che compongono la «civitas» contribuiscono a porre in essere le condizioni che consentono la perenne e imperfetta ricerca del bene di tutti e di ciascuno

L’amicizia per i limiti: sul rapporto intellettuale tra Constant e Sturzo

Enrique Clemente (Universidad Complutense de Madrid) Non è un rapporto di amicizia attraverso il tempo. Neanche condividono lo stesso contesto storico. Ma avevano le stesse paure: lo strapotere del popolo sovrano e l’abolizione dei corpi autonomi della società civile. La teoria politica di Benjamin Constant e di Luigi Sturzo può essere orientata verso la filosofia…

Lo scontro Fedez-Rai oltre le polemiche sterili. Ciò che il servizio pubblico radiotelevisivo può fare per servire davvero il Paese

di Fabio G. Angelini La vicenda Fedez-Rai – lasciando da parte la polemica sul DDL Zan che, per l’importanza e la delicatezza dei temi di cui tratta, richiederebbe ben altre modalità di confronto e una narrazione decisamente più profonda e meno soggetta a inutili strumentalizzazioni – merita due brevi riflessioni.  La prima riguarda il confine tra la censura e le legittime scelte editoriali. Esso può, infatti, essere…

La crisi della democrazia liberale

Essersi illusi di aver tagliato il traguardo della storia, oltre il quale non si potesse andare, se non espandendo la propria egemonia per imitazione della struttura istituzionale, credo abbia rappresentato il più alto tradimento dei valori democratici, una mutazione genetica che è alla base della ragione per cui oggi siamo così incerti, avendo fatto entrare nella nostra cittadella democratica, antiperfettista e fallibilista, il cavallo di Troia delle democrazie illiberali; d’altronde, come giustamente ammoniva il beato Rosmini: «Chi non è padrone di sé, è facilmente occupabile»

Nessun populismo sarà mai popolare

Il problema di fronte al quale Sturzo pone i cattolici di tutti i tempi riguarda la domanda se, in tutta coscienza, i cattolici dovrebbero accettare o magari promuovere un regime politico che nega le libertà politiche, economiche e civili, in cambio di privilegi, per semplice quieto vivere, rinunciando in tal modo a nutrire il terreno dal quale attingere le risorse necessarie per difendere e promuovere i valori che dovrebbero stare loro a cuore

L’assenza di veri liberali e riformisti è un’anomalia del sistema italiano

A questo punto, domando all’amico e omonimo Felice, se abbia ancora senso ricercare una purezza liberale e riformista nelle intenzioni o ancor meno nelle prassi degli attori politici. O se non occorra piuttosto cercare un accordo pragmatico sulle grandi sfide che affiorano nello spazio politico europeo nel quadro dell’economia sociale di mercato. Questioni come la tutela della concorrenza, la vigilanza della finanza pubblica e la garanzia di buona amministrazione possono in tal modo rivelarsi dirimenti affinché quella della sovranità popolare non si riveli una vuota delega di potere a terzi ma il concreto riverbero di doveri e diritti del nostro dirci cittadini.

Il “popolarismo liberale” antidoto al “paternalismo” e al “populismo”

Al centro del problema della libertà in una «società aperta» troviamo il rischio. Nel caso del paternalismo, è il rischio che liberamente il popolo sovrano decida di asservirsi al pastore di turno che, in nome di un supposto bene del popolo, chiederà e pretenderà dal popolo un potere sempre più illimitato per governarlo come un pastore governa le sue pecore. Ciò può avvenire in maniera hard, quando la pretesa si traduce in violenza, ma potrebbe avvenire, e solitamente avviene, anche in maniera soft, gentile appunto: una dolce spintarella.