Tommaso Sorgi e la politica a favore della persona: soggetto e comunità

Flavio Felice

“Avvenire”, 29 ottobre 2021

“Tommaso Sorgi: sulle orme di un uomo che ha segnato il suo tempo” è il titolo del libro curato da Gino Mecca e dedicato ad un uomo che ha dato tanto alla cultura politica cattolica italiana e internazionale. Sposato e padre di 4 figli, è stato amministratore locale, parlamentare democristiano per quattro legislature, docente di sociologia presso l’università di Teramo e l’Istituto Internazionale di Loppiano. Dal 1985 ha intensificato la sua collaborazione con il Movimento dei Focolari, e con Chiara Lubich in modo particolare, occupandosi della branca del movimento più esposta verso l’impegno civile e politico: “Umanità Nuova”.

Dalla lettura del volume è possibile cogliere una infinità di spunti interessanti, dovendo selezionarne alcuni, mi sono limitato a indicare i seguenti: la politica come impegno dell’anima; la persona artefice del sociale; i “piccoli mondi” generatori del civile; la matrice teologica della società.

Sorgi scrive: «mettermi in politica fu davvero un impegno dell’anima»; il primo nodo teorico. In breve, la politica come visione, l’arte di cogliere «le possibilità che ciascuno ha di “costruire un nuovo sociale” entro la società già data».

L’elemento concettuale che registra la visione politica di Sorgi è la persona umana; il secondo nodo teorico, la cifra qualitativa che ci consente di inquadrare la sua teoria politica al di fuori di qualsiasi riduzionismo che non veda la persona al centro dell’impegno civile. In tale prospettiva, l’idea di costruire un “Noi” superiore alle singole individualità, tipico dei modelli politici autoritari a vocazione totalitaria, appare quanto meno equivoca e foriera di malsane conseguenze. Sorgi non cede a questa deriva verso la quale anche una certa cultura politica cattolica è sembrata talvolta strizzare l’occhio, e, fedele al messaggio della Dottrina sociale della Chiesa, ha sempre sostenuto un concetto tanto nobile quanto universale: la “persona” (soggetto e comunità).

È qui che entra in gioco la categoria politica e sociologica alla quale Tommaso si è dedicato con maggiore rigore: i cosiddetti “piccoli mondi”; il terzo nodo teorico. Una categoria che affonda le radici nella filosofia politica di Johannes Althusius, che prosegue con il teorico del whiggismo britannico Edmund Burke, incrocia l’elaborazione teorica di Alexis de Tocqueville e dei fouding fathers della “repubblica federale” statunitense e giunge fino alla moderna Dottrina sociale della Chiesa. Sorgi si proponeva di mostrare un altro tipo di rapporti umani: «quelli che ogni essere umano nella sua giornata genera come iniziative personali, meditate o spontanee».

Infine, il peculiare rapporto che Sorgi stabilisce tra “religione” e “società”, alla luce dell’ideale dell’“unità”: la matrice teologica della società; il quarto nodo teorico. Se da un lato Sorgi non immagina una matrice teologica della società sotto forma di teologia politica che recupera, una volta secolarizzate, le ritualità spente del tradizionale devozionismo, d’altro lato è difficile ipotizzare che vedesse nella società una possibile proiezione “perfetta” della dottrina cristiana.

L’interpretazione della matrice teologica della società, alternativa a quella integrista, sposta il tema della proiezione dalla “dottrina” alla “caritas” e dalla “società” alla “persona”, qualificando la matrice non in termini dottrinali, ma personalisti e prudenziali, affrancando la società dall’abominio perfettista.

In tale contesto, le stesse parole di Papa Francesco circa la superiorità dell’unità sul conflitto incontrano il problema esposto da Sorgi e si confrontano con almeno due possibili interpretazioni che nascono dal cuore del pensiero sociale cattolico. Seguendo una certa linea, il conflitto appare irriducibile e le regole svolgono la funzione di renderlo civile: l’unità risiede nel reciproco riconoscimento delle differenze. Altri ritengono che il conflitto debba trovare una composizione e che il campo dove ciò avvenga sia proprio la politica. In breve, comunque si interpretino le nozioni di conflitto e di unità, per alcuni la politica è il luogo della ricomposizione sintetica del conflitto, per altri è il luogo in cui il conflitto è normato e i contendenti intraprendono un percorso di civile competizione che li condurrà dal legittimo dissenso all’auspicato consenso, essendo la democrazia una incessante discussione critica su questioni di interesse comune.

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