La crisi della democrazia liberale

Essersi illusi di aver tagliato il traguardo della storia, oltre il quale non si potesse andare, se non espandendo la propria egemonia per imitazione della struttura istituzionale, credo abbia rappresentato il più alto tradimento dei valori democratici, una mutazione genetica che è alla base della ragione per cui oggi siamo così incerti, avendo fatto entrare nella nostra cittadella democratica, antiperfettista e fallibilista, il cavallo di Troia delle democrazie illiberali; d’altronde, come giustamente ammoniva il beato Rosmini: «Chi non è padrone di sé, è facilmente occupabile»

Nessun populismo sarà mai popolare

Il problema di fronte al quale Sturzo pone i cattolici di tutti i tempi riguarda la domanda se, in tutta coscienza, i cattolici dovrebbero accettare o magari promuovere un regime politico che nega le libertà politiche, economiche e civili, in cambio di privilegi, per semplice quieto vivere, rinunciando in tal modo a nutrire il terreno dal quale attingere le risorse necessarie per difendere e promuovere i valori che dovrebbero stare loro a cuore

L’assenza di veri liberali e riformisti è un’anomalia del sistema italiano

A questo punto, domando all’amico e omonimo Felice, se abbia ancora senso ricercare una purezza liberale e riformista nelle intenzioni o ancor meno nelle prassi degli attori politici. O se non occorra piuttosto cercare un accordo pragmatico sulle grandi sfide che affiorano nello spazio politico europeo nel quadro dell’economia sociale di mercato. Questioni come la tutela della concorrenza, la vigilanza della finanza pubblica e la garanzia di buona amministrazione possono in tal modo rivelarsi dirimenti affinché quella della sovranità popolare non si riveli una vuota delega di potere a terzi ma il concreto riverbero di doveri e diritti del nostro dirci cittadini.

Il “popolarismo liberale” antidoto al “paternalismo” e al “populismo”

Al centro del problema della libertà in una «società aperta» troviamo il rischio. Nel caso del paternalismo, è il rischio che liberamente il popolo sovrano decida di asservirsi al pastore di turno che, in nome di un supposto bene del popolo, chiederà e pretenderà dal popolo un potere sempre più illimitato per governarlo come un pastore governa le sue pecore. Ciò può avvenire in maniera hard, quando la pretesa si traduce in violenza, ma potrebbe avvenire, e solitamente avviene, anche in maniera soft, gentile appunto: una dolce spintarella.

Il populismo e i nodi irrisolti della politica

La domanda posta dall’autore è se, al giorno d’oggi, dopo decenni di populismo, di paternalismo e con l’approdo ad un sovranismo del tutto fuori tempo e luogo, in Italia ci sia spazio per l’implementazione di una cultura politica riformista. Il riformismo al quale pensa Barbano è la risultante dell’incontro di tre culture politiche, le quali, durante il ‘900, hanno spesso mostrato di essere in conflitto tra loro. Le culture politiche alle quali fa riferimento l’autore sono il liberalismo, il liberal-socialismo e il popolarismo.

Cristianesimo e governance democratica

Sul “Corriere della Sera” dello scorso 2 dicembre, Ernesto Galli della Loggia ha avanzato alcune osservazioni a proposito del ruolo della Chiesa nel mondo contemporaneo e delle criticità che la sua azione ha incontrato in alcuni tornanti storici cruciali. Ne sono seguiti i preziosi interventi, da prospettive e con profondità diverse, di Paolo Asolan, Maurizio Serio e Markus Krienke, che sono stati ospitati sul sito del Centro studi Tocqueville-Acton.

I cattolici e il giudizio sul liberalismo

Il compito della costituzione, e della costituzione economica in modo particolare, è di rappresentare un limite al potere, non di disegnare un’architettura che programmi l’azione di governo

La Dottrina sociale della Chiesa e l’economia post-Covid

“Il Sole 24 Ore”, 27 novembre 2020 La crisi economica, resa ancora più acuta dall’esplodere della pandemia, ha provocato le analisi di esperti di diversi orientamenti e numerosi tentativi di arginarla da parte delle grandi istituzioni mondiali. Non deve quindi stupire se anche il Magistero sociale della Chiesa tenti di rispondere con sistematicità ai quesiti…

La polifonia che emerge dai messaggi di Francesco

“Avvenire”, 27 novembre 2020 Flavio Felice Essere lievito nella società. Videomessaggi al Festival della Dottrina Sociale della Chiesa (Libreria Editrice Vaticana, 2020) è la raccolta dei videomessaggi che Papa Francesco ha indirizzato alle rispettive edizioni del Festival di Dottrina sociale della Chiesa. Uno strumento di analisi e di riflessione sul sociale che intercetta i capitoli…

Economia fraterna: il dono del mercato

Con la dodicesima tavola, dedicata al tema della gratuità e intitolate “Gratuità, prezzo in-finito”, il Sergio Lanza Research Group, un dipartimento del Tocqueville-Acton Centro Studi e Ricerche, ha completato la pubblicazione del catalogo e delle tavole relativi alla mostra “Economia Fraterna”, attualmente esposta presso il Sacro Convento di Assisi. Venticinque giorni incentrati sulla promozione del pensiero economico francescano che riteniamo abbia contribuito in maniera sensibile a dare forma al corpus dottrinale che oggi è conosciuto con l’espressione Dottrina sociale della Chiesa

L’economia sociale di mercato come progetto di pace internazionale

L’economia sociale di mercato combina libertà imprenditoriale, condizioni quadro stabili, coesione sociale e sostenibilità ecologica. Assicurando prosperità, innovazione e progresso, crea la base economica che consente alle persone di realizzare il loro potenziale attraverso una buona istruzione e il sostegno in situazioni di maggiore vulnerabilità come la malattia, la disabilità e la disoccupazione. I suoi pilastri includono una comprensione liberale dello stato, una politica sociale orientata alle opportunità, il partenariato sociale tra sindacati e datori di lavoro e la democrazia come stile di vita