The knot of public decision-making processes in the management of the EU Recovery Fund

Come recentemente evidenziato dal “Financial Times”, il punto nodale dell’impiego delle risorse del Recovery Fund da parte dell’Italia, su cui il Governo Draghi dovrà segnare una netta discontinuità con il passato, è rappresentato – per usare le parole di Lucrezia Reichlin – dalla «incapacità strutturale dell’Italia di spendere denaro, che dipende dalla capacità del settore pubblico di prendere decisioni, porre in essere processi trasparenti ed effettuare audit‎». Il corretto utilizzo delle risorse a disposizione (il cosiddetto “debito buono”) dipenderà dal grado di efficienza dei processi decisionali che a monte e a valle determineranno le relative scelte di impiego.

La Pira, le città come fonti di virtù per il pianeta

La forma politica municipale è al servizio del bene comune nella misura in cui rende possibili le condizioni politiche, economiche, culturali ed istituzionali che consentono ai cittadini di perseguire il proprio progetto esistenziale. Tali condizioni sono garantite esclusivamente se il potere di chi governa è limitato e se siano proprio i cittadini a limitarlo, sancendo la dimensione funzionale del politico. Come recita l’iscrizione sull’affresco dell’Allegoria del buon governo: «Questa sancta virtù [la Giustizia], là dove regge / induce ad unità li animi molti / e questi, a cciò ricolti / un ben comun per signor si fanno»

Il populismo e i nodi irrisolti della politica

La domanda posta dall’autore è se, al giorno d’oggi, dopo decenni di populismo, di paternalismo e con l’approdo ad un sovranismo del tutto fuori tempo e luogo, in Italia ci sia spazio per l’implementazione di una cultura politica riformista. Il riformismo al quale pensa Barbano è la risultante dell’incontro di tre culture politiche, le quali, durante il ‘900, hanno spesso mostrato di essere in conflitto tra loro. Le culture politiche alle quali fa riferimento l’autore sono il liberalismo, il liberal-socialismo e il popolarismo.

Cristianesimo e governance democratica

Sul “Corriere della Sera” dello scorso 2 dicembre, Ernesto Galli della Loggia ha avanzato alcune osservazioni a proposito del ruolo della Chiesa nel mondo contemporaneo e delle criticità che la sua azione ha incontrato in alcuni tornanti storici cruciali. Ne sono seguiti i preziosi interventi, da prospettive e con profondità diverse, di Paolo Asolan, Maurizio Serio e Markus Krienke, che sono stati ospitati sul sito del Centro studi Tocqueville-Acton.

Il liberalismo personalistico di Wolfgang Schäuble: una raccolta dei suoi discorsi

Di nascita friburghese il politico tedesco fa suoi i caposaldi dell’ordoliberalismo nei suoi discorsi: stabilità monetaria e finanziaria, regolamentazione del mercato attraverso un quadro giuridico che garantisce la concorrenza, politica economica di interventi conformi al mercato, sussidiarietà, visione personalistica e umanistica della vita che va “al di là dell’offerta e della domanda”

Protagonisti non sudditi. il ruolo dei laici di fronte al rischio dell’irrilevanza del Cristianesimo

Partiamo intanto dall’idea che non c’è assolutamente nulla di grave nel fatto che la Chiesa o i preti non siano stati definiti “assolutamente rilevanti” o “indispensabili”. Esattamente ciò è stato chiamato da Galli della Loggia «crisi gravissima» e Forte lo accetta con preoccupante tranquillità. Invece la Chiesa dovrebbe trovare un modo per gestire questa nuova situazione e per riproporre l’autenticità della fede nella società, e anche con una certa fretta – molto tempo non rimane

Cattolicesimo e sfide della storia. In dialogo con Asolan e Galli della Loggia

Il principio di governance è senz’altro una risorsa e una risoluzione del dilemma del potere e, se interpretato in chiave sussidiaria e non tecnocratica, può senz’altro trasformare le vecchie e antiquate “istituzioni del potere ecclesiale” in istituzioni di servizio della comunità, come ben auspica anche don Asolan nel suo prezioso intervento

Lo stato imprenditore tra mito e realtà. Un libro di McCloskey e Mingardi

Carlo Marsonet In The Myth of the Entrepreneurial State (American Institute for Economic Research, 2020) Deirdre McCloskey e Alberto Mingardi si prefiggono di smontare l’ideologia economico-politica fatta propria dall’economista Marianna Mazzuccato. Non si tratta, tuttavia, di una semplice critica alle tesi da essa sostenute nei suoi lavori – in particolare The Entrepreneurial State (2013) e…

Ludwig Erhard: architetto del miracolo

Erhard sosteneva che il mercato fosse un campo da gioco nel quale valessero condizioni uguali per tutti, affinché nessuno potesse vantare favori di sorta; la sua ricetta per la ricostruzione? Lo Stato avrebbe stabilito le regole del gioco e, nel contempo, avrebbe lasciato le persone libere di disincagliare l’economia tedesca dalle secche della stagnazione