A cinque anni dalla scomparsa di Michael Novak, 17 febbraio 2017, l’editore IBL Libri gli dedica questo libro, […] un’introduzione, un invito alla lettura della sua opera. Il volume riprende in buona parte i contenuti del precedente, pubblicato nel 2002 dall’editore Rubbettino; ho pensato di aggiornarlo, attingendo alla bibliografia più recente, di eliminare alcune parti e di aggiungerne altre che, nel corso degli anni, hanno assunto una particolare rilevanza nella discussione pubblica, in particolar modo nel campo della Dottrina sociale della Chiesa in dialogo con la cultura politica ed economica liberale
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Il sogno di spezzare le catene della povertà
Una volta liberato il pensiero di Novak da alcuni elementi contingenti, figli del tempo che l’uomo ha vissuto, è possibile condurlo ad un dialogo franco e costruttivo con Papa Francesco, così come emerge dall’intervista rilasciata ad Ennio Carretto per il “Corriere della Sera”, il 4 gennaio del 2014: «Francesco è il Papa dei poveri, degli ammalati, di coloro che hanno bisogno. La Chiesa può risollevarsi non solo spiritualmente ma anche materialmente, sebbene in piccola misura, perché il Papa invoca anche maggiore giustizia e ridistribuzione della ricchezza. […] Papa Francesco si è dimostrato un fedele interprete dell’insegnamento di Cristo».
Economia sociale di mercato e “modello renano”: per evitare facili equivoci
Per evitare che alla ciclica riproposizione del dibattito segua l’altrettanto ciclica confusione tra modello di economia sociale di mercato e il cosiddetto “modello renano”, mi permetto di proporre alcune precisazioni
Rosmini, le due spade e l’autorità dello Stato
“Tra Cesare e Dio: la cultura del Risorgimento a 150 anni da Porta Pia”. È questo il titolo del XXI Simposio Rosminiano che si è svolto a Stresa dal 24 al 27 agosto, curato e diretto da padre Umberto Muratore. A partire dalle parole di Antonio Rosmini, circa l’autonomia del civile rispetto al governo della Chiesa, e alla relatività e parzialità della politica rispetto al dato esistenziale, il Simposio ha consentito di riflettere sulle ragioni epistemologiche dell’autonomia delle singole forme sociali, sui fondamenti teologici del dialogo fra dimensione politica e religiosa, oltre che sul modo in cui Rosmini immaginava la possibile armonia tra stato e chiesa
Kabul e la contaminazione democratica
Se “Parigi val bene una messa”, Kabul avrebbe meritato almeno una novena, tanto è essenziale il destino della capitale afghana rispetto alle sorti dell’intero pianeta. Invece si è scelto a lungo di far finta di nulla, di considerare conclusa una battaglia che non ha mai fine, di guardare il mondo con gli occhi incantati e supponenti di chi considera la cultura democratica un lusso per pochi
La Razionalità. Elogio del fallibilismo
“Credere e sapere” e “La razionalità”, possono essere letti come il testamento spirituale del sociologo e filosofo francese Raymond Boudon. L’autore presenta in modo sistematico la sua proposta epistemologica: lo scienziato sociale deve accrescere la conoscenza empirica delle dinamiche sociali, dedicandosi alla spiegazione di fenomeni a prima vista incomprensibili, mediante teorie che superino rigorosi controlli logici ed empirici
“Il pineta che speriamo”. Pe runa “ecologia umana” e non mera “sostenibilità ambientale”
La crisi economica, sanitaria e ambientale che stiamo vivendo ha provocato le analisi di esperti di diversi orientamenti e numerosi tentativi di arginarla da parte delle grandi istituzioni mondiali. Non deve quindi stupire se anche la Chiesa italiana tenti di rispondere ai quesiti teorici e alle evidenze empiriche sollevate dal profondo sconvolgimento delle strutture e delle società mondiali.
Il limite come fonte di moralità
A 150 anni dalla nascita di don Luigi Sturzo (26 novembre 1871), credo sia importante ribadire uno dei punti fondamentali del popolarismo, la teoria politica alla quale dedicò l’intera sua vita e che oggi ci appare come l’antidoto più efficace a qualsiasi forma di “populismo”, hard o soft che sia. Ci riferiamo alla nozione di “limite” come fonte della moralità del potere
Il volontariato come palestra di democrazia e di solidarietà
Il 5 dicembre si è celebrata la giornata mondiale del volontariato e, dal momento che spesso viene presentato come sussidiario rispetto ai compiti dell’autorità politica, credo sia utile rappresentare, per sommi capi, una linea teorica alternativa che invece vede l’autorità politica, all’occorrenza e temporaneamente, sussidiaria dell’azione libera e volontaria dell’associazionismo, in tutte le sue forme: il paradigma della sussidiarietà
Il federalismo USA e il Leviatano incatenato
La storia della libertà non riguarda l’ascesa dello Stato, in quanto monopolista del potere e centro propulsore da cui tutto emana e che tutto legittima. La storia della libertà ha molto più a che fare con la resistenza al potere, dapprima spontanea e, man mano che si istituzionalizza, fonte di ulteriori forme di dissidenza al potere costituito
Cristiani per la democrazia: il contributo dell'”ecologia integrale”
Dunque, dovremmo domandarci, se un tempo in tanti si chiedevano come potessero le religioni sopravvivere all’epoca della democrazia, oggi la questione rilevante sembra essere la seguente: come potranno sopravvivere le democrazie in assenza di una sana e forte base morale, garantita dalle istituzioni che sgorgano dalla tradizione giudaica e cristiana?
Quando i cattolici invocano il primato dello Stato
L’idea della cura del bene comune, affidata primariamente al potere politico, contraddice il carattere molteplice di questo, oltre al fatto che del bene comune sia parte ineliminabile la destinazione sovrannaturale di ciascuna persona, di cui certo non si può occupare alcuna organizzazione storica. Rappresentanza e differenza sono implicazioni della nozione cattolica di bene comune, che già solo per questo è in antitesi con ogni paradigma di sovranità e di populismo
