I problemi di governabilità non possono essere risolti con le scorciatoie, qual è la sostanziale neutralizzazione di una camera elettiva, solo perché di difficile gestione elettorale. La posta in gioco è troppo alta per giocare con gli assetti istituzionali che, per ben funzionare e non scadere nella tirannide della maggioranza, richiedono delicati equilibri e bilanciamento tra i poteri.
Autore: tocquevilleacton
Un’analisi economica della riforma costituzionale
Per capire perché il progetto di riforma costituzionale Renzi-Boschi è inaccettabile e profondamente anti democratico conviene partire dal diagramma riguardante la teoria economica della democrazia di Buchanan e Tullock che ha una importanza centrale nella teoria del “calcolo del consenso” in regime democratico. Mi sembra evidente che questo progetto di riforma costituzionale rappresenti un regresso rispetto allo statuto Albertino. Chi crede nella democrazia costituzionale, monarchico o repubblicano che sia, non lo dovrebbe votare neanche “turandosi il naso”.
La vera posta in gioco delle riforme è il futuro del welfare
La portata dell’appuntamento referendario va dunque ben oltre le sorti del Governo Renzi, interessando in definitiva il futuro del nostro sistema di welfare.
Dossier Europa. Quale futuro dopo la Brexit?
Oltre Spinelli. L’Europa può ripartire dalla tesi dell’Hayek federalista di Flavio Felice (articolo apparso su “Il foglio” del 23 agosto 2016) La decisione del popolo britannico di uscire dall’Unione Europea ci spinge a riflettere sul futuro del continente, sulla sua cultura politica e sulle sfide che lo attendono, come d’altronde pare si sia tentato di…
Dall’inverno all’inferno demografico il passo è breve
L’andamento demografico del Paese sta creando un circolo vizioso e involutivo che comporta ormai da diversi decenni una crescita incontrollata della spesa pubblica cui corrispondono due opposte tendenze: l’incremento della fiscalità e la riduzione dei livelli di protezione dei diritti sociali. Le imprese e i lavoratori sono schiacciati dalle tasse; nello stesso tempo, le garanzie dello stato sociale sono sotto pressione in quanto i bilanci pubblici non sono più in grado di sostenere l’andamento della spesa pubblica. Il risultato è che le imprese chiudono, i nuovi investimenti latitano, la disoccupazione cresce e i cittadini (specie quelli più deboli) stanno sempre peggio. Gli effetti di tale spirale viziosa non sono ancora così evidenti, ma la dinamica dell’equilibrio tra finanze pubbliche e diritti sociali – in assenza di cambiamenti istituzionali capaci di porre vincoli alla discrezionalità del potere governante sul fronte della tutela del nucleo incomprimibile di diritti della persona garantito dalla costituzione – lascia presagire nubi cariche di pioggia sulla tenuta sociale del Paese.
«Non c’è sviluppo senza gratuità» – Intervista a don Paolo Asolan
“Avvenire”, 25 agosto 2016 COSTANTINO COROS Don Paolo Asolan, docente ai corsi di Dottrina sociale della Chiesa promossi dalla Fondazione Centesimus Annus – Pro Pontifice in collaborazione con la Pontificia Università Lateranense dove insegna Teologia pastorale fondamentale, si sofferma su fede, economia e tecnologie allargando lo sguardo ai valori della gratuità e della fiducia nell’economia….
Oltre Spinelli. L’Europa può ripartire dalle tesi dell’Hayek federalista
“Il Foglio”, 23 agosto 2016 Flavio Felice La decisione del popolo britannico di uscire dall’Unione Europea ci spinge a riflettere sul futuro del continente, sulla sua cultura politica e sulle sfide che lo attendono, come d’altronde pare si sia tentato di fare nel Vertice a tre tra Renzi, Hollande e Merkel. In molti hanno salutato…
Diotallevi: «Il bene comune lo crea l’impresa. Ma senza esenzione dalla responsabilità»
“Avvenire”, 20 agosto 2016 COSTANTINO COROS Luca Diotallevi è ordinario di Sociologia presso l’Università Roma Tre e docente ai corsi di Dottrina Sociale della Chiesa promossi dalla Fondazione Centesimus Annus – Pro Pontifice in collaborazione con la Pontificia Università Lateranense. Qual è il compito della Dottrina sociale in un contesto economico dominato dall’innovazione e dalla tecnologia? Non…
Dopo la Brexit serve un’Europa “nazione di nazioni”
“Il Sussiciario.net”, 11 agosto 2016 Flavio Felice Premesso che Brexit o non Brexit, un europeista come il sottoscritto sarà sempre europeista, non possiamo non registrare una forte battuta d’arresto del progetto d’integrazione europea e la profonda crisi nella quale ormai esso sembra essere caduto. Di fronte ad un certo entusiasmo manifestato dalla comunità euroscettica mondiale,…
«Dottrina sociale della Chiesa faro per una crescita più inclusiva» – Intervista a Flavio Felice
«Lo sviluppo integrale non è riducibile alla mera crescita economica perché il primo presuppone una dimensione meta-economica che il mercato non produce da sé»
«Per un’economia a servizio dell’uomo» – Intervista a Maurizio Serio
«La stessa economia sociale di mercato, un modello continentale ispirato all’antropologia cristiana, non ha difficoltà a legare la dimensione appunto “sociale” con quella delle regole propriamente economiche. D’altra parte, non si vive di sola economia»
In Italia e in Europa occorre investire sulla qualità delle istituzioni
Il Tocqueville-Acton ritiene significativo il richiamo, contenuto nel Bollettino Economico della Banca Centrale Europea n. 5/2016, alle teorie dell’istituzionalismo economico di North, Acemoglu, Robinson ed altri. Questo richiamo contribuisce a fare chiarezza sulla necessità non di riforme ad ogni costo, bensì di riforme tese a dare qualità al nostro sistema istituzionale.
