La comunità internazionale e il “governo della pace”

Il “governo della pace” necessita di un deciso ripensamento della nozione di sovranità e il riconoscimento che il potere, affinché sia legittimo, è opportuno che sia distribuito, affinché nessuno possa rappresentare una minaccia per gli altri

Pensare l’impensabile: pensare la pace

“Pensare l’impensabile” in tempi di guerra significa pensare la pace. Se solo poche settimane fa, l’impensabile era la guerra, oggi, dopo tre settimane di guerra, facciamo tutti difficoltà ad immaginare un futuro di pace, eppure non possiamo desistere dal farlo.

La “ragione” del principe e la “dispensa morale”

Così come appare impossibile ogni rapporto umano, se si elevano a norma civile la menzogna, la violenza e l’inosservanza dei patti, così diventa impraticabile qualsiasi relazione politica, poiché si rompono tutti i legami di reciproca fiducia; al diritto delle genti si sostituirebbe “il diritto della giunga”

Rosmini, le due spade e l’autorità dello Stato

“Tra Cesare e Dio: la cultura del Risorgimento a 150 anni da Porta Pia”. È questo il titolo del XXI Simposio Rosminiano che si è svolto a Stresa dal 24 al 27 agosto, curato e diretto da padre Umberto Muratore. A partire dalle parole di Antonio Rosmini, circa l’autonomia del civile rispetto al governo della Chiesa, e alla relatività e parzialità della politica rispetto al dato esistenziale, il Simposio ha consentito di riflettere sulle ragioni epistemologiche dell’autonomia delle singole forme sociali, sui fondamenti teologici del dialogo fra dimensione politica e religiosa, oltre che sul modo in cui Rosmini immaginava la possibile armonia tra stato e chiesa

Il limite come fonte di moralità

A 150 anni dalla nascita di don Luigi Sturzo (26 novembre 1871), credo sia importante ribadire uno dei punti fondamentali del popolarismo, la teoria politica alla quale dedicò l’intera sua vita e che oggi ci appare come l’antidoto più efficace a qualsiasi forma di “populismo”, hard o soft che sia. Ci riferiamo alla nozione di “limite” come fonte della moralità del potere

L’amicizia per i limiti: sul rapporto intellettuale tra Constant e Sturzo

Enrique Clemente (Universidad Complutense de Madrid) Non è un rapporto di amicizia attraverso il tempo. Neanche condividono lo stesso contesto storico. Ma avevano le stesse paure: lo strapotere del popolo sovrano e l’abolizione dei corpi autonomi della società civile. La teoria politica di Benjamin Constant e di Luigi Sturzo può essere orientata verso la filosofia…

Nessun populismo sarà mai popolare

Il problema di fronte al quale Sturzo pone i cattolici di tutti i tempi riguarda la domanda se, in tutta coscienza, i cattolici dovrebbero accettare o magari promuovere un regime politico che nega le libertà politiche, economiche e civili, in cambio di privilegi, per semplice quieto vivere, rinunciando in tal modo a nutrire il terreno dal quale attingere le risorse necessarie per difendere e promuovere i valori che dovrebbero stare loro a cuore

Il “popolarismo liberale” antidoto al “paternalismo” e al “populismo”

Al centro del problema della libertà in una «società aperta» troviamo il rischio. Nel caso del paternalismo, è il rischio che liberamente il popolo sovrano decida di asservirsi al pastore di turno che, in nome di un supposto bene del popolo, chiederà e pretenderà dal popolo un potere sempre più illimitato per governarlo come un pastore governa le sue pecore. Ciò può avvenire in maniera hard, quando la pretesa si traduce in violenza, ma potrebbe avvenire, e solitamente avviene, anche in maniera soft, gentile appunto: una dolce spintarella.

I cattolici e il giudizio sul liberalismo

Il compito della costituzione, e della costituzione economica in modo particolare, è di rappresentare un limite al potere, non di disegnare un’architettura che programmi l’azione di governo

Come evitare la democrazia sospesa

Lo studio di Angelini ci invita a superare la prospettiva paternalistica, che non potrà mai essere liberale, perché autoritaria di per sé, tanto nella versione soft dello statalismo, quanto in quella hard del dispotismo classico. Tali considerazioni appaiono fondamentali anche rispetto al dibattito in corso sul ruolo dell’UE. È questa l’occasione per ripensare il rapporto tra politica ed economia in termini di “porosité” e sul ruolo delle istituzioni come leva per incrementare il grado di contendibilità del potere da parte dei “senza potere” e, dunque, favorire una democrazia inclusiva

L’eredità di Sturzo vive nel popolarismo

Ebbene, dopo l’implosione, agli inizi degli anni Novanta del secolo scorso, della Democrazia cristiana e la diaspora di singole personalità e di sparuti gruppetti di cattolici sotto le tende delle più svariate formazioni, è davvero un inesorabile destino dei cattolici italiani quello di essere presenti ovunque e inefficaci dappertutto – non più che insignificanti truppe di complemento mercenarie?

Il limite e la politica

“Il Foglio”, 1 aprile 2010 Antonio Campati F. Felice, I limiti del popolo. Democrazia e autorità politica nel pensiero di Luigi Sturzo, Rubbettino, Soveria Mannelli 2020, pp. 402, € 25,00. Siamo soliti ricordare la figura di Luigi Sturzo soprattutto come fondatore, nel 1919, del Partito popolare e come battagliero nemico delle «tre male bestie» della…