Rosmini, le due spade e l’autorità dello Stato

“Tra Cesare e Dio: la cultura del Risorgimento a 150 anni da Porta Pia”. È questo il titolo del XXI Simposio Rosminiano che si è svolto a Stresa dal 24 al 27 agosto, curato e diretto da padre Umberto Muratore. A partire dalle parole di Antonio Rosmini, circa l’autonomia del civile rispetto al governo della Chiesa, e alla relatività e parzialità della politica rispetto al dato esistenziale, il Simposio ha consentito di riflettere sulle ragioni epistemologiche dell’autonomia delle singole forme sociali, sui fondamenti teologici del dialogo fra dimensione politica e religiosa, oltre che sul modo in cui Rosmini immaginava la possibile armonia tra stato e chiesa

Kabul e la contaminazione democratica

Se “Parigi val bene una messa”, Kabul avrebbe meritato almeno una novena, tanto è essenziale il destino della capitale afghana rispetto alle sorti dell’intero pianeta. Invece si è scelto a lungo di far finta di nulla, di considerare conclusa una battaglia che non ha mai fine, di guardare il mondo con gli occhi incantati e supponenti di chi considera la cultura democratica un lusso per pochi

La Razionalità. Elogio del fallibilismo

“Credere e sapere” e “La razionalità”, possono essere letti come il testamento spirituale del sociologo e filosofo francese Raymond Boudon. L’autore presenta in modo sistematico la sua proposta epistemologica: lo scienziato sociale deve accrescere la conoscenza empirica delle dinamiche sociali, dedicandosi alla spiegazione di fenomeni a prima vista incomprensibili, mediante teorie che superino rigorosi controlli logici ed empirici

Il limite come fonte di moralità

A 150 anni dalla nascita di don Luigi Sturzo (26 novembre 1871), credo sia importante ribadire uno dei punti fondamentali del popolarismo, la teoria politica alla quale dedicò l’intera sua vita e che oggi ci appare come l’antidoto più efficace a qualsiasi forma di “populismo”, hard o soft che sia. Ci riferiamo alla nozione di “limite” come fonte della moralità del potere

Il volontariato come palestra di democrazia e di solidarietà

Il 5 dicembre si è celebrata la giornata mondiale del volontariato e, dal momento che spesso viene presentato come sussidiario rispetto ai compiti dell’autorità politica, credo sia utile rappresentare, per sommi capi, una linea teorica alternativa che invece vede l’autorità politica, all’occorrenza e temporaneamente, sussidiaria dell’azione libera e volontaria dell’associazionismo, in tutte le sue forme: il paradigma della sussidiarietà

Il federalismo USA e il Leviatano incatenato

La storia della libertà non riguarda l’ascesa dello Stato, in quanto monopolista del potere e centro propulsore da cui tutto emana e che tutto legittima. La storia della libertà ha molto più a che fare con la resistenza al potere, dapprima spontanea e, man mano che si istituzionalizza, fonte di ulteriori forme di dissidenza al potere costituito

Cristiani per la democrazia: il contributo dell'”ecologia integrale”

Dunque, dovremmo domandarci, se un tempo in tanti si chiedevano come potessero le religioni sopravvivere all’epoca della democrazia, oggi la questione rilevante sembra essere la seguente: come potranno sopravvivere le democrazie in assenza di una sana e forte base morale, garantita dalle istituzioni che sgorgano dalla tradizione giudaica e cristiana?

Quando i cattolici invocano il primato dello Stato

L’idea della cura del bene comune, affidata primariamente al potere politico, contraddice il carattere molteplice di questo, oltre al fatto che del bene comune sia parte ineliminabile la destinazione sovrannaturale di ciascuna persona, di cui certo non si può occupare alcuna organizzazione storica. Rappresentanza e differenza sono implicazioni della nozione cattolica di bene comune, che già solo per questo è in antitesi con ogni paradigma di sovranità e di populismo

Francesco Forte, allievo di Einaudi con la chiave del personalismo

Il prof. Forte è stato un grande maestro per diverse generazioni di economisti italiani e stranieri, io non sono stato un suo allievo e i nostri studi si sono incrociati solo nel 2009, dopo la pubblicazione di un mio libretto sull’ESM. Fu in quella occasione che lui mi chiese di lavorare insieme alla pubblicazione di alcuni volumi antologici sull’ESM. Da quell’impegno sono nati tre volumi editi da Rubbettino: Il liberalismo delle regole (2010); L’economia sociale di mercato e i suoi nemici (2014); Moneta, sviluppo e democrazia (2020); oltre a ai tre volumi antologici abbiamo scritto alcuni articoli insieme e altri erano in cantiere

Un’Europa scristianizzata è ancora Europa?

Per concludere, un ammonimento di Antonio Rosmini: «Chi non è padrone di sé, è facilmente occupabile». E una cartolina a Bruxelles con un pensiero di Goethe: «Nulla è più funesto dell’ignoranza attiva!»