Il “popolarismo liberale” antidoto al “paternalismo” e al “populismo”

Al centro del problema della libertà in una «società aperta» troviamo il rischio. Nel caso del paternalismo, è il rischio che liberamente il popolo sovrano decida di asservirsi al pastore di turno che, in nome di un supposto bene del popolo, chiederà e pretenderà dal popolo un potere sempre più illimitato per governarlo come un pastore governa le sue pecore. Ciò può avvenire in maniera hard, quando la pretesa si traduce in violenza, ma potrebbe avvenire, e solitamente avviene, anche in maniera soft, gentile appunto: una dolce spintarella.

Il populismo e i nodi irrisolti della politica

La domanda posta dall’autore è se, al giorno d’oggi, dopo decenni di populismo, di paternalismo e con l’approdo ad un sovranismo del tutto fuori tempo e luogo, in Italia ci sia spazio per l’implementazione di una cultura politica riformista. Il riformismo al quale pensa Barbano è la risultante dell’incontro di tre culture politiche, le quali, durante il ‘900, hanno spesso mostrato di essere in conflitto tra loro. Le culture politiche alle quali fa riferimento l’autore sono il liberalismo, il liberal-socialismo e il popolarismo.

Lo stato imprenditore tra mito e realtà. Un libro di McCloskey e Mingardi

Carlo Marsonet In The Myth of the Entrepreneurial State (American Institute for Economic Research, 2020) Deirdre McCloskey e Alberto Mingardi si prefiggono di smontare l’ideologia economico-politica fatta propria dall’economista Marianna Mazzuccato. Non si tratta, tuttavia, di una semplice critica alle tesi da essa sostenute nei suoi lavori – in particolare The Entrepreneurial State (2013) e…

I cattolici e il giudizio sul liberalismo

Il compito della costituzione, e della costituzione economica in modo particolare, è di rappresentare un limite al potere, non di disegnare un’architettura che programmi l’azione di governo

Proroga stato emergenza, da “Lettera 150” appello a Mattarella

Il rispetto dello Stato di diritto è la base della nostra civile convivenza… lo “Stato d’emergenza” è da sempre la manna per tutti gli improvvisatori politici, competenti o meno che siano, bene o male intenzionati. Lo Stato d’emergenza è il piede di porco per scardinare la democrazia e trasformare una società aperta in una stamberga, spalancata a tutti gli invasori ed esposta ad ogni rischio… Riportiamo e facciamo nostro l’appello di “Lettera 150” al Capo dello Stato