Ultima chiamata per la previdenza privata (oppure salta il banco)

Il sistema previdenziale somiglia sempre più a un puzzle, i cui pezzi, complici le pesanti eredità del passato e le transizioni in atto, da quella demografica a quella digitale, passando per quella ecologica, fanno fatica ad incastrarsi restituendo un’immagine nitida. L’invecchiamento della popolazione, la crisi demografica, i vincoli sulla spesa pubblica, i problemi di competitività del nostro sistema industriale e di produttività del lavoro hanno reso necessaria, negli ultimi trent’anni, una revisione progressiva dei meccanismi di trasferimento delle risorse tra popolazione attiva e non attiva al fine di coniugare la risposta ai bisogni previdenziali con le ragionidell’efficienza e della sostenibilità. 

L’assenza di veri liberali e riformisti è un’anomalia del sistema italiano

A questo punto, domando all’amico e omonimo Felice, se abbia ancora senso ricercare una purezza liberale e riformista nelle intenzioni o ancor meno nelle prassi degli attori politici. O se non occorra piuttosto cercare un accordo pragmatico sulle grandi sfide che affiorano nello spazio politico europeo nel quadro dell’economia sociale di mercato. Questioni come la tutela della concorrenza, la vigilanza della finanza pubblica e la garanzia di buona amministrazione possono in tal modo rivelarsi dirimenti affinché quella della sovranità popolare non si riveli una vuota delega di potere a terzi ma il concreto riverbero di doveri e diritti del nostro dirci cittadini.