Economisti ed Europa. Un rapporto virtuoso

Una versione ridotta è  stata pubblicata da “Avvenire”, il 22 maggio 2019 Flavio Felice L’essenza del libro di Antonio Magliulo: “Gli economisti e la costruzione dell’Europa”, è tutta racchiusa nelle righe finali della postfazione: «domandarsi come la cultura economica, scaturita dalla sistematica riflessione degli economisti, abbia influito sulla nascita e lo sviluppo dell’Europa». Quella narrata…

La libertà di scelta educativa necessita di un pluralismo educativo 

Suor Anna Monia Alfieri (Riceviamo e pubblichiamo come strumento utile alla riflessione) Il candidato italiano alle europee ha il preciso dovere di ricordare da dove viene e dove va, soprattutto sul piano dei diritti della persona. Se si candida, è per un maggior bene, sia del proprio Paese che della compagine europea. Non certo a danno dell’uno o…

Nazionalismo polacco, un caso globale

Flavio Felice “Avvenire”, 16 maggio 2019 Tra le categorie politiche che hanno maggiormente caratterizzato la vicenda storica del continente europeo, annoveriamo quella di nazione; una categoria storica, filosofica e sociologica e, dunque, relativa e non assoluta. Una categoria che nei secoli ha finito invece per assumere i contorni di una “nuova divinità”, la risultante di…

Dario Antiseri e l’Europa di Francesco

Flavio Felice “Avvenire”, 9 maggio 2019 «Oggi abbiamo davanti agli occhi l’immagine di un’Europa ferita, per le tante prove del passato, ma anche per le crisi del presente, che non sembra più capace di fronteggiare con la vitalità ed energia di un tempo». Con queste parole di Papa Francesco, il filosofo Dario Antiseri introduce il…

Buon compleanno “Old Nick”

Flavio Felice Il 3 maggio del 1469 nasceva Niccolò Machiavelli. A 550 anni dalla sua nascita non si spegne l’interesse per il segretario fiorentino, per la sua opera e per l’enorme impatto che le sue massime hanno avuto sulla formazione della cultura politica occidentale. Il termine “stato”, il cui concetto esprime l’ultima fase di un…

Le infrastrutture del lavoro libero, creativo, partecipativo e solidale

È un salto di qualità quello che serve al Paese per il futuro del lavoro. Una rinnovata cultura del lavoro, dell’impresa e della democrazia che affondi le sue radici in quei valori di fondo della nostra società e in quella sapienza cristiana e civile che è viva in molte anime del mondo imprenditoriale e del terzo settore. Essa rappresenta, anche per il lavoro 4.0, un fondamento solido, generativo e capace di ripristinare quegli anticorpi sociali che sembrano essere sin qui venuti meno nella politica come nell’economia del profitto e dello scarto